Area 129 / Urban architecture

mostra altro

Progettare lungo strada

Nella città Europea e, più in generale, in tutti quei contesti urbani che vi si ispirano, la strada costituisce il luogo rispetto al quale si fronteggiano gli edifici, il limite tra lo spazio collettivo, la vita pubblica e lo spazio privato. Solitamente tale separazione è rappresentata da una cortina muraria rispetto alla quale gli edifici si attaccano in aderenza, uno al fianco dell’altro, senza soluzione di continuità. Conseguentemente le fronti dei singoli edifici rappresentano il limite che diviene al contempo, come ha osservato Leon Battista Alberti, l’involucro dello spazio pubblico, cioè il disegno del suo interno e l’immagine esterna di una privatezza che si mostra su strada denunciando i desideri, i gusti, il livello sociale ed economico di che vi abita. Secondo tale chiave interpretativa la facciata è la parte più complessa di un’architettura urbana, simultaneamente il dentro e il fuori, l’individuale e il multiplo, il singolo e l’assieme dove “la parte” è retoricamente fondamentale nella definizione di quella consistenza urbana che è “il tutto”. Pertanto l’edificio urbano è prioritariamente, oltre l’occasione puntuale, il frammento concatenato di una sequenza dove il progetto architettonico e anche porzione di un più generale progetto urbano, è la conferma di una regola iterata che consente al monumento di celebrarsi quale eccezione, è la misura conforme di una struttura urbana che si consolida e si afferma proprio per una specifica perseguita armonia. Si tratta allora di progetti rispetto ai quali non si deve ricercare la trasgressione, pena lo sconfinamento dal campo dell’abitare a quello dell’affermare, quanto, piuttosto, l’originale ricerca della variazione su tema secondo una “normativa” non scritta ma impressa nel DNA della città e dei luoghi nei quali si interviene.

Marco Casamonti

Download cover and index

Download introduction of Marco Casamonti