Complesso residenziale ex area Fiat

Firenze / 2001
Architettura, Privati

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L’ex area Fiat di Novoli, quadrante nord-ovest di Firenze, è dagli anni Ottanta oggetto di un complesso programma di recupero su cui hanno lavorato molti architetti di livello internazionale fino a giungere al piano guida di Leon Krier che ha fissato i criteri e le regole insediative organizzate intorno alla riproposizione dell’isolato tradizionale. All’interno di tale piano, poi sviluppato da Gabetti e Isola, Archea, per conto dell’immobilare Novoli che gestisce il programma di sviluppo, ha realizzato, negli anni, tre diverse soluzioni progettuali. La prima riguarda un lotto posto nelle immediate adiacenze del Palazzo di Giustizia e dedicato ad uffici, la seconda e la terza ipotesi si trovano su un lotto diverso, prospiciente il nuovo parco di San Donato, destinato alla residenza. Tutti e tre i progetti aderiscono alle regole comuni che prevedono un piano terra destinato a negozi, tetto a falda, finestre rettangolari a taglio prevalentemente verticale, l’uso di materiali da rivestimento delle superfici esterne tradizionali: cotto o pietra.
Nella prima, la programmatica interpretazione dei caratteri architettonici locali si traduce in un unico corpo a corte ritagliato attraverso appositi scavi del volume che trasformano l’edificio per uffici in un “virtuale” accostamento di blocchi caratterizzati da una dimensione urbana conforme. Si tratta di una studiata strategia per individuare, nell’unico blocco edilizio, diversi sotto-edifici, coperti a falda inclinata, senza indulgere nel vernacolo medievaleggiante suggerito dal piano Krier. Il volume monomaterico propone un’inconsueta lettura planimetrica dell’insieme offerta dalla vista dall’alto dell’edificio individuabile dagli affacci del Palazzo di Giustizia che lo sovrasta. La copertura conseguentemente è interpretata come prospetto, trattata con il medesimo rivestimento (travertino rosso persiano in una fase iniziale, poi terracotta in una seconda versione) delle superfici verticali, dove le finestre sono semplici tagli posizionati in modo da alleggerire la massa complessiva del manufatto.
Il secondo progetto per l’area di Novoli si colloca in un diverso lotto che si apre verso il parco ed è caratterizzato dall’invenzione di un percorso pubblico ricavato ai piedi dei tre blocchi monolitici in cui è suddiviso l’isolato residenziale di partenza. Il progetto è concepito come un atto di escavazione della materia, l’accostamento di tre diversi elementi rocciosi che fiancheggiano il parco: ne risulta una volumetria sfaccettata sulla quale si aprono tagli e gole. La forza plastica della massa rivestita in pietra, utilizzata per interpretare, ancora una volta, la tradizione costruttiva locale, è alleggerita sia dall’alternanza cromatica delle lastre che compongono le superfici, sia dall’apertura di logge sovrastate da un tetto rivestito in rame piegato come un origami in diverse falde di copertura. La terza proposta, che di fatto è una variante sostanziale del secondo progetto, si contestualizza temporalmente in una successiva fase realizzativa del comparto in cui risultano ultimate alcune aree poste vicino al margine stradale e la messa in opera del parco che costituisce la premessa per una effettiva vivibilità del luogo. Il nuovo edificio non cerca richiami “superficiali” o formalistici con la città ottocentesca, né tantomeno con gli scorci poetici di un paesaggio “fuoriporta”, mostrando viceversa un unico vero interesse tematizzato nell’apertura dell’edificio verso il parco. L’impianto si sviluppa conseguentemente secondo uno schema tradizionale a “C” o a corte aperta in modo da esprimere esternamente, cioè verso le strade adiacenti al lotto-isolato, una visione stereometrica rappresentata attraverso prospetti in pietra, chiusi e seriali. Verso la corte interna che “guarda” il verde, invece, l’edificio propone una dimensione più domestica del manufatto che si presenta articolato e variegato nell’accostamento spontaneo dei diversi elementi architettonici come avviene all’interno degli isolati urbani tradizionali. Qui le zone giorno ai vari piani si rivolgono al paesaggio aperto con ampie finestre – incorniciate da un rivestimento in legno continuo come in una sorta di mobile finemente disegnato – e logge a sbalzo. In sommità, si recupera sia la tipologia tradizionale del tetto a falde che quella moderna del tetto piano che si incastrano reciprocamente costruendo, nella linea di copertura, una serie alternata di “cannocchiali” visivi, anche a doppia altezza, che, alternandosi alle rientranze e a volumi aggettanti, individua una sequenza di piccoli giardini privati e terrazze abitabili.

ProgrammaComplesso residenziale
LuogoFirenze
Progetto2001
CommittenteImmobiliare Novoli S.p.A.
Prezzo€ 6.000.000
Superficie Lotto4.500 mq
Volume14.000 mc