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	<title>Archea Associati</title>
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		<title>Archea espone a Shanghai</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 08:42:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara.benzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archea Expo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il padiglione espositivo UBPA B3-2, realizzato per l’Expo Shanghai 2010, e il centro di ricerca GEL-Green Energy Laboratory, inaugurato nel maggio 2012 presso la Jiao Tong University di Shanghai, sono i due progetti scelti per rappresentare la recente attività in Cina dello studio Archea nell’ambito della mostra attualmente in corso presso lo Shanghai Italian Center. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il padiglione espositivo UBPA B3-2, realizzato per l’Expo Shanghai 2010, e il centro di ricerca GEL-Green Energy Laboratory, inaugurato nel maggio 2012 presso la Jiao Tong University di Shanghai, sono i due progetti scelti per rappresentare la recente attività in Cina dello studio Archea nell’ambito della mostra attualmente in corso presso lo Shanghai Italian Center. L’esposizione, dal titolo “La verità dei materiali. Italia in Cina”, è stata inaugurata il 29 aprile 2013.<br />
Curata dalla Triennale di Milano e sostenuta dall’Agenzia per l’Internazionalizzazione – ICE e dal Ministero dell’Ambiente, la mostra è ospitata al piano terra del Padiglione italiano, parte integrante e struttura principale dello Shanghai Italian Center, che si trova nell’ex Zona C dell’Expo 2010. A seguito della sua riapertura e dell’avvio dello Shanghai Italian Center, il Padiglione italiano si pone oggi come ponte per favorire gli scambi culturali e commerciali tra Cina e Italia.<br />
Dopo la prima esposizione intitolata &#8220;Tradizione e Innovazione &#8211; Italia in Cina&#8221;, l’attuale mostra è incentrata sul tema dei materiali rivelatisi da sempre, insieme alla maestria artigiana, alla base delle eccellenze del Made in Italy. Tale soggetto permette quindi ai visitatori di apprezzare a pieno la creatività della produzione italiana, sperimentando il processo di trasformazione che essa compie sui materiali, grazie all’avanzamento tecnologico, all’abilità manuale dei suoi artigiani e alla genialità dei suoi artisti, designer e architetti.<br />
È in questo ambito che si inserisce l’importante lavoro che Archea compie oggi sul territorio cinese, un lavoro che di volta in volta percorre il difficile cammino della conoscenza del contesto ospitante e della sua tradizione culturale e materiale ma che, allo stesso tempo, tenta l’approfondimento di un dialogo tra Italia e Cina offrendo la maestria della tradizione italiana dove bellezza e creatività progettuale si intrecciano con l’essenza dei materiali e l’abilità artigianale.<br />
I progetti di UBPA e GEL si fanno quindi portavoce di tale eccellenza italiana cercando di fare comprendere ai visitatori le proprie peculiarità attraverso modelli, video e mockup dei sistemi di facciata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/05/Shanghai_presentazione.pdf"><strong>Download presentation</strong></a></p>

<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/archea-espone-a-shanghai/triennale-shanghai2/' title='Triennale Shanghai2'><img width="700" height="548" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/05/Triennale-Shanghai2.jpg" class="attachment-large" alt="Triennale Shanghai2" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/archea-espone-a-shanghai/triennale-shanghai3/' title='Triennale Shanghai3'><img width="700" height="890" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/05/Triennale-Shanghai3.jpg" class="attachment-large" alt="Triennale Shanghai3" /></a>

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		<title>Area 127 / Identity of the landscape</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 15:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara.benzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Identity of the landscape: less aestethic more ethics Tra le molte rassegne della Biennale di Venezia ve ne sono state due, distanti oltre vent’anni, il cui messaggio, espresso in sintesi fin dalla titolazione, torna alla mente con evidenza ogni qual volta si affronti un qualsiasi tema urbano o si operi in un qualunque contesto consolidato ed [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Identity of the landscape: less aestethic more ethics</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tra le molte rassegne della Biennale di Venezia ve ne sono state due, distanti oltre vent’anni, il cui messaggio, espresso in sintesi fin dalla titolazione, torna alla mente con evidenza ogni qual volta si affronti un qualsiasi tema urbano o si operi in un qualunque contesto consolidato ed è “La presenza del passato“ proposta e diretta da Paolo Portoghesi nel 1980, e nel 2000, “Less aestethic more ethics“, immaginata da Massimiliano e Doriana Fuksas quale esortazione di una presa di coscienza collettiva nei confronti del paesaggio contemporaneo. Tralasciando le differenze siderali di proposte che forse assumono “assieme” il valore retorico dell’ossimoro, conviene analizzare questi contributi in una nuova dimensione storica, comprimendone le distanze e rendendone utilizzabili contemporaneamente visione e contenuti. La “forzatura” critica che propongo risulta meno paradossale di quanto si possa ritenere se si proiettano entrambe le prospettive proposte – il valore della memoria e quindi dell’identità dei luoghi; l’esigenza per l’architettura di interpretare principi, programmi, necessità, piuttosto che le forme – nella trasformazione e nell’utilizzo dell’ambiente naturale. In effetti nei confronti del paesaggio e degli ecosistemi sottoposti a trasformazione non può essere concesso, in via di principio, l’indiscriminata e superficiale alterazione di quell’equilibrio che il tempo, e quindi il passato, hanno costruito con tanta faticosa lentezza e, parimenti, non è pensabile adoperare quegli strumenti disciplinari, quali la composizione architettonica in senso classico che, se palesano la ricerca di armonia e coerenza alla scala dell’edificio, divengono inutilizzabili rispetto all’orizzonte del territorio. In sostanza per operare consapevolmente nel paesaggio occorre un alto senso di responsabilità orientato a ridurre il consumo di suolo e minimizzare il rischio della modificazione genetica di un ambiente naturale che nel processo di antropizzazione ha conquistato, come nel caso di gran parte del paesaggio italiano, una nuova straordinaria naturalità. Il rispetto e la necessità di preservare questo patrimonio ambientale impongono allora il prevalere di una coscienza critico-etica sulla dimensione estetica, o meglio definiscono l’opportunità per costruire una nuova estetica disegnata e misurata sul valore etico delle diverse proposte. Conseguentemente l’architettura alla scala del paesaggio non può essere “il gioco sapiente – e privato – dei volumi sotto la luce”, per usare solo una delle innumerevoli e più conosciute definizioni del progetto, quanto la ricerca di un’interpretazione dei luoghi proposta e narrata come esperienza e finalità collettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Marco Casamonti</p>
<p><a href="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/05/cover-and-index-area-127.pdf"><strong>Download cover and index</strong></a></p>
<p><a href="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/05/Introduction-Marco-Casamonti-area-127.pdf"><strong>Download introduction of Marco Casamonti</strong></a></p>
<p><a href="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/05/Antinori-winery_Archea.pdf"><strong>Download &#8220;Antinori winery &#8211; Archea Associati&#8221;</strong></a></p>
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		<title>Area 126 / Hamburg</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 15:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara.benzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Letture critiche]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Hamburg, reflections of water and architecture Amburgo, riflessioni d’acqua e d’architettura Ad Amburgo un filo rosso ammattonato connette la spettacolare e conosciutissima costruzione dell’Elbphilarmonie progettata da Herzog &#38; de Meuron, ancora in fase di ultimazione, con l’espressiva sagoma della Chilehaus di Fritz Höger. Sarebbe tuttavia un grave errore limitare le affinità tra queste straordinarie icone [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Hamburg, reflections of water and architecture</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Amburgo, riflessioni d’acqua e d’architettura</p>
<p style="text-align: justify;">Ad Amburgo un filo rosso ammattonato connette la spettacolare e conosciutissima costruzione dell’Elbphilarmonie progettata da Herzog &amp; de Meuron, ancora in fase di ultimazione, con l’espressiva sagoma della Chilehaus di Fritz Höger. Sarebbe tuttavia un grave errore limitare le affinità tra queste straordinarie icone all’ambito stilistico. In mezzo, a dispetto del cambiamento di secolo e millennio, una frenetica attività industriale e portuale, bombardamenti, distruzioni e il rintocco di una campana che ha dato l’avvio, dopo la seconda guerra mondiale, ad un imponente lavoro di ricostruzione e oggi di riconversione urbana. Il caso Amburgo rappresenta infatti, nel senso più compiuto, il vero significato dell’essenza di una città: un insieme in continua trasformazione che segue il divenire dell’abitare, delle condizioni economiche e sociali e quindi di vita dei suoi abitanti. Il passaggio e il mescolarsi armonico di tradizione, espressionismo e modernità – anche nella sua declinazione più dura e radicale indicata da Hilberseimer – non è che un particolare aspetto della lunga tradizione di pianificazione urbana attraverso la quale la città si è organizzata, a partire dal “Federplan” di inzio secolo, secondo linee di sviluppo che coinvolgevano l’intero ambito metropolitano lungo le direttrici infrastrutturali principali. Tuttavia se il fervore delle attività industriali e commerciali legate al porto tendevano ad una crescita verso l’esterno, da alcuni anni, per effetto di una inevitabile deindustrializzazione delle aree centrali, si sono rese disponibili, a causa delle dismissioni e delle necessarie nuove ricollocazioni, immense aree sui diversi waterfront che sono state, e ancora sono, oggetto di una eccezionale opera di “densificazione” urbana. Ciò che Wilhelm Schulte, responsabile della pianificazione e lo sviluppo urbano di Amburgo definisce come, “più città nella città”, costituisce il principale obiettivo strategico di una nuova politica urbana ed ambientale che tende a compattare la città riducendo le necessità connesse con la mobilità e salvaguardando al contempo la costruzione e valorizzazione delle aree verdi e dei parchi cittadini con la conseguenza, attentamente perseguita, di rendere più attraente risiedere in centro rispetto ad una tendenza che nei decenni precedenti portava gli abitanti a privilegiare la possibilità di trasferirsi in aree extraurbane.<br />
Coerentemente con la ricerca di qualità degli spazi e della vita urbana tutte le scelte sono state orientate secondo modalità operative, logistiche, costruttive e infrastrutturali, incentrate sull’eco-compatibilità degli interventi puntando, tanto sul risparmio energetico e sull’uso di energie derivate da fonti rinnovabili, quanto sulla volontà di valorizzare dal punto di vista architettonico la morfologia urbana. Per questo la municipalità si è attività per estendere e generalizzare l’uso dei concorsi di architettura e dei processi partecipativi mediando tra il coinvolgimento diretto di molti protagonisti del dibattito architettonico contemporaneo e la crescita di una nuova generazione di architetti locali che, proprio attraverso processi di competizione e selezione delle idee, hanno contribuito in maniera determinante alla rinascita virtuosa della città.</p>
<p style="text-align: justify;">Marco Casamonti</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/04/Area-126_cover-and-index.pdf"><strong>Download cover and index</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/04/Introduction-of-Marco-Casamonti_Area-126.pdf"><strong>Download introduction of Marco Casamonti</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/04/Interview-Fuchs-Schulte_Area126.pdf">Download &#8220;More city in yhe city&#8221;, a dialogue with Wilhelm Schulte and Jörn Walter</a></strong></p>
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		<title>Terreria per Moroso</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Apr 2013 16:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara.benzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Engineering]]></category>
		<category><![CDATA[Industrial Design]]></category>

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		<description><![CDATA[Solitamente in ogni casa c’è una libreria dove si raccolgono libri, ricordi, fotografie, oggetti che non si vogliono dimenticare, è il raccoglitore della nostra memoria, solitamente è di legno, qualche volta di metallo, di vetro, ma mai di terra nonostante il bisogno di naturalità di cui necessita la nostra esistenza e con questa lo spazio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Solitamente in ogni casa c’è una libreria dove si raccolgono libri, ricordi, fotografie, oggetti che non si vogliono dimenticare, è il raccoglitore della nostra memoria, solitamente è di legno, qualche volta di metallo, di vetro, ma mai di terra nonostante il bisogno di naturalità di cui necessita la nostra esistenza e con questa lo spazio domestico. La </span><i style="text-align: justify;">Terreria</i><span style="text-align: justify;"> non è allora semplicemente l’acronimo di una libreria di terracotta, piuttosto la possibilità di “ammattonare” la casa rendendola contemporaneamente nuova e antica, urbana e campestre, una via di mezzo tra un mobile componibile – i singoli elementi si possono montare in infinite configurazioni e dimensioni – e la finestra di un fienile oltre cui guardare la campagna. È un progetto che stimola la progettualità attraverso la possibilità combinatoria di tre elementi in grado di trasformare ogni </span><i style="text-align: justify;">Terreria</i><span style="text-align: justify;"> in un oggetto unico, originale, un’opportunità compositiva che rifiuta la standardizzazione per ottenere un disegno e un’immagine sempre diversa. Per questo non è possibile parlare di un prodotto di “industrial design” quanto piuttosto di “handcraft design” prodotto in serie, di un sistema aperto la cui genesi scaturisce nel Chianti Classico, dai primi prototipi studiati per gli interni della Cantina Antinori in cui Moroso ha realizzato tutti gli arredi all’interno di un contesto e di una ricerca sui materiali poveri che Archea Associati con Marco Casamonti conducono da molti anni, intrecciando design e architettura senza distinzione di scala. La materia, i cromatismi, la tattilità usufruiscono di tutte le opportunità che la ceramica ha messo a disposizione dell’uso domestico nel corso dei secoli, variando dalla ruvidità della terracotta alla lucentezza degli smalti che si possono scegliere tra le molte tonalità disponibili.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><b></b><b><em>Caratteristiche tecniche</em><br />
</b>Elementi in terracotta, disponibili con diverse tipologie di argille, anche in grès porcellanato smaltato, realizzati in tre diverse configurazioni geometriche per una profondità di 30 cm, una larghezza variabile dai 25 ai 35 cm per un’altezza di 40 cm. Il montaggio avviene per semplice sovrapposizione dei singoli elementi con interposta apposita colla siliconica o speciali distanziali biadesivi forniti all’interno del packaging. Altezza massima per ottenere una “libreria” autoportante senza ancoraggi a muro è di 280cm  mentre la larghezza è libera a seconda delle necessità. Il peso di ogni singolo elemento è variabile dai 5 ai 7 kg. Per ogni mq. si impiegano dai 5 ai 7 elementi.</p>

<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/terreria-per-moroso/moroso_la-terreria-by-archea_render012/' title='MOROSO_la Terreria by Archea_render012'><img width="700" height="494" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/04/MOROSO_la-Terreria-by-Archea_render012-700x494.jpg" class="attachment-large" alt="MOROSO_la Terreria by Archea_render012" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/terreria-per-moroso/moroso_la-terreria-by-archea_render01/' title='MOROSO_la Terreria by Archea_render01'><img width="700" height="494" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/04/MOROSO_la-Terreria-by-Archea_render01-700x494.jpg" class="attachment-large" alt="MOROSO_la Terreria by Archea_render01" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/terreria-per-moroso/moroso_terreria_ph-pietro-savorelli_02/' title='MOROSO_Terreria_ph. Pietro Savorelli_02'><img width="700" height="527" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/04/MOROSO_Terreria_ph.-Pietro-Savorelli_02-700x527.jpg" class="attachment-large" alt="MOROSO_Terreria_ph. Pietro Savorelli_02" /></a>

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		<title>I Massivi di Itlas</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Apr 2013 15:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara.benzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Engineering]]></category>
		<category><![CDATA[Industrial Design]]></category>

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		<description><![CDATA[La contemporaneità ci ha abituato ad ogni sorta di processo di alterazione della materia mediante procedimenti produttivi artificiosi che reinventano ogni gesto quotidiano facendoci dimenticare il valore dell’autentico, la preziosità della natura, la bellezza del naturale. Ormai la consuetudine all’alterazione supera i limiti del necessario forzando i nostri stessi desideri di semplicità e veridicità che [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La contemporaneità ci ha abituato ad ogni sorta di processo di alterazione della materia mediante procedimenti produttivi artificiosi che reinventano ogni gesto quotidiano facendoci dimenticare il valore dell’autentico, la preziosità della natura, la bellezza del naturale. Ormai la consuetudine all’alterazione supera i limiti del necessario forzando i nostri stessi desideri di semplicità e veridicità che ricerchiamo con quella giusta ostinazione per la quale divengono esclusivi anche i frutti di cui ci nutriamo che, per distinguerli dai “normali”, indichiamo come biologici. Itlas, da anni impegnata nell’uso e nello sviluppo delle risorse naturali, oltre ad aver introdotto nell’impiego del legno il concetto di “coltivazione” e di sfruttamento “ecocompatibile” del patrimonio forestale, ha chiesto ad Archea Associati di estendere i confini della propria ricerca sull’uso dei materiali naturali all’ambito del design immaginando una “collezione biologica” di complementi di arredo. Si tratta di sedute, panche, comodini, sgabelli,  tavoli,  rigorosamente in massello di legno di quercia, desiderabili e utilizzabili per la loro naturalità che diviene caratteristica intrinseca e formale del prodotto. Con la  collezione “I massivi” si rendono intenzionalmente usufruibili, per l’ambiente domestico, tutti quegli oggetti intrinsecamente rigorosi tali da non richiedere quelle artificiose ed elaborate trasformazioni della materia che solitamente perde, nel ciclo di metamorfosi industriale, qualsiasi caratteristica espressa dalla materia grezza in termini di resistenza, massa, tattilità, colore, odore. Viceversa la capacità e consuetudine espressa da Itlas nella lavorazione del legno, a partire dalla materia prima, consente, differentemente da qualsiasi altra azienda produttrice di mobili, un’attenta selezione di tronchi da cui estrarre quell’eccellenza dimensionale che costituisce la premessa alla produzione di oggetti unici, eccezionali, per questo numerati singolarmente come un’opera d’arte. Una collezione nella quale gli ideatori condividono con la vera autrice, madre natura, la proprietà intellettuale dell’opera: un coautore che ovviamente non teme confronti in termini di capacità e duttilità creativa.</p>

<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/i-massivi-di-itlas/192-168-100-110server1-lavori-archea-mimilano_stand-itlas/' title='192.168.100.110server1-LAVORI ARCHEA MIMilano_Stand Itlas -'><img width="664" height="1024" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/04/ARCHEA_I-MASSIVI_bancone-664x1024.jpg" class="attachment-large" alt="192.168.100.110server1-LAVORI ARCHEA MIMilano_Stand Itlas -" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/i-massivi-di-itlas/archea_i-massivi_bancosgabello/' title='ARCHEA_I MASSIVI_bancosgabello'><img width="700" height="525" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/04/ARCHEA_I-MASSIVI_bancosgabello-700x525.jpg" class="attachment-large" alt="ARCHEA_I MASSIVI_bancosgabello" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/i-massivi-di-itlas/archea_i-massivi_pouf/' title='ARCHEA_I MASSIVI_pouf'><img width="700" height="525" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/04/ARCHEA_I-MASSIVI_pouf-700x525.jpg" class="attachment-large" alt="ARCHEA_I MASSIVI_pouf" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/i-massivi-di-itlas/archea_i-massivi_tavolo-quadro/' title='ARCHEA_I MASSIVI_tavolo quadro'><img width="700" height="525" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/04/ARCHEA_I-MASSIVI_tavolo-quadro-700x525.jpg" class="attachment-large" alt="ARCHEA_I MASSIVI_tavolo quadro" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/i-massivi-di-itlas/archea_i-massivi_letto-vestito/' title='ARCHEA_I MASSIVI_letto vestito'><img width="700" height="525" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/04/ARCHEA_I-MASSIVI_letto-vestito-700x525.jpg" class="attachment-large" alt="ARCHEA_I MASSIVI_letto vestito" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/i-massivi-di-itlas/massivi-marco-casamonti_4/' title='Massivi Marco Casamonti_4'><img width="700" height="498" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/04/Massivi-Marco-Casamonti_4.jpg" class="attachment-large" alt="Massivi Marco Casamonti_4" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/i-massivi-di-itlas/massivi-marco-casamonti_1/' title='Massivi Marco Casamonti_1'><img width="700" height="524" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/04/Massivi-Marco-Casamonti_1.jpg" class="attachment-large" alt="Massivi Marco Casamonti_1" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/i-massivi-di-itlas/massivi-marco-casamonti_2/' title='Massivi Marco Casamonti_2'><img width="700" height="965" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/04/Massivi-Marco-Casamonti_2.jpg" class="attachment-large" alt="Massivi Marco Casamonti_2" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/i-massivi-di-itlas/massivi-marco-casamonti_3/' title='Massivi Marco Casamonti_3'><img width="700" height="481" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/04/Massivi-Marco-Casamonti_3.jpg" class="attachment-large" alt="Massivi Marco Casamonti_3" /></a>

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		<title>Abitazioni in via Maestri Campionesi</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2013 17:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara.benzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architecture]]></category>
		<category><![CDATA[Edifici privati]]></category>
		<category><![CDATA[Residenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso del 2009, Archea subentra nel progetto per la costruzione di un edificio residenziale in via Maestri Campionesi, nel centro di Milano. Il progetto si riferisce ai prospetti esterni, agli spazi comuni dell’edificio comprensivi di ingresso e ambienti di distribuzione &#8211; sia agli appartamenti sia ai box auto del piano terra e dei livelli [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel corso del 2009, Archea subentra nel progetto per la costruzione di un edificio residenziale in via Maestri Campionesi, nel centro di Milano.<br />
Il progetto si riferisce ai prospetti esterni, agli spazi comuni dell’edificio comprensivi di ingresso e ambienti di distribuzione &#8211; sia agli appartamenti sia ai box auto del piano terra e dei livelli interrati – agli appartamenti duplex ai piani attici, sesto e settimo, che si aprono sulle loggie caratterizzanti i due prospetti principali.<br />
La facciata su via Maestri Campionesi si sviluppa in altezza stretta tra i corpi di fabbrica attigui; i livelli sono segnati da una successione di fasce orizzontali sovrapposte, una scansione interrotta da un ritmo di lame verticali montate in maniera sfalsata da piano a piano e aggettanti verso l’esterno secondo inclinazioni diverse. Tali elementi sono in vetro-resina dipinta alternativamente con vernice metallica o con color panna-oro.<br />
A chiudere la successione di fasce orizzontali, la scansione delle lame si modella superiormente in una serie di abbaini di larghezza disomogenea e lascia spazio, al piano terra, a due volumi affiancati, un pieno riflettente la luce e un vuoto in ombra, arretrato rispetto al filo strada, ospitante i due ingressi, pedonale e carrabile. La superficie piena è rivestita da una serie di lastre in alluminio che si ripetono sulle due fasce verticali che delimitano lateralmente la facciata e sui fronti laterali chiusi su tutta la superficie.</p>

<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/abitazioni-in-via-maestri-campionesi/a_6536849/' title='Abitazioni in via Maestri Campionesi - Archea'><img width="700" height="861" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/A_6536849-700x861.jpg" class="attachment-large" alt="Abitazioni in via Maestri Campionesi - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/abitazioni-in-via-maestri-campionesi/a_6536827/' title='Abitazioni in via Maestri Campionesi - Archea'><img width="700" height="813" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/A_6536827-700x813.jpg" class="attachment-large" alt="Abitazioni in via Maestri Campionesi - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/abitazioni-in-via-maestri-campionesi/a_6536841/' title='Abitazioni in via Maestri Campionesi - Archea'><img width="700" height="806" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/A_6536841-700x806.jpg" class="attachment-large" alt="Abitazioni in via Maestri Campionesi - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/abitazioni-in-via-maestri-campionesi/lavoro_10033/' title='Abitazioni in via Maestri Campionesi - Archea'><img width="700" height="961" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/Lavoro_10033-700x961.jpg" class="attachment-large" alt="Abitazioni in via Maestri Campionesi - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/abitazioni-in-via-maestri-campionesi/lavoro_10050/' title='Abitazioni in via Maestri Campionesi - Archea'><img width="700" height="934" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/Lavoro_10050-700x934.jpg" class="attachment-large" alt="Abitazioni in via Maestri Campionesi - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/abitazioni-in-via-maestri-campionesi/a_6536833/' title='Abitazioni in via Maestri Campionesi - Archea'><img width="700" height="522" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/A_6536833-700x522.jpg" class="attachment-large" alt="Abitazioni in via Maestri Campionesi - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/abitazioni-in-via-maestri-campionesi/a_6536892/' title='Abitazioni in via Maestri Campionesi - Archea'><img width="700" height="524" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/A_6536892-700x524.jpg" class="attachment-large" alt="Abitazioni in via Maestri Campionesi - Archea" /></a>

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		<title>Costa Adriatica</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 17:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara.benzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcune parti di costa Adriatica sono così densamente costruite da non lasciare intravedere l’acqua da un lungomare che talvolta non esiste perché racchiuso da una cortina di mattoni, vetri, balconi, tende e chioschi che in estate non hanno niente di temporaneo, neanche l’orario di chiusura. Alla palazzata che caratterizza alcuni centri turistici dove il caos, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Alcune parti di costa Adriatica sono così densamente costruite da non lasciare intravedere l’acqua da un lungomare che talvolta non esiste perché racchiuso da una cortina di mattoni, vetri, balconi, tende e chioschi che in estate non hanno niente di temporaneo, neanche l’orario di chiusura. Alla palazzata che caratterizza alcuni centri turistici dove il caos, l’affollamento umano ed edilizio, sono ricercati come valori sinonimo di una qualità del vivere incentrata sul divertimento e lo shopping, si contrappongono tratti solitari e distanti, abitati da frammenti autocostruiti, sospesi sul mare, un pò case da lavoro, un pò macchinari per la pesca. Artificiali, eppure straordinariamente naturali, i trabucchi o trabocchi, sono collegati alla terraferma da flebili e vibranti pontili da dove la vista della costa risulta straordinariamente poetica, un paesaggio di cui essi stessi costituiscono eccezione e fondamento, esprimendo, con la propria necessità, il carattere romantico e austero di un litorale che vede l’alba ma volge le spalle al tramonto. Per noi, tutti appartenenti al lato tirrenico della costa italiana, se non addirittura “terranei” d’appartenenza, sospesi tra una tradizione appenninica o tosco-umbra, l’Adriatico si materializza nella visione di due opposti, l’uno pop e pstmoderno, kitch, compresso, rumoroso fino alla volgarità e per questo, forse, tanto affollato e seducente, l’altro, silenzioso, concreto, irrazionalmente funzionale, tanto da spostare l’abitare e le attività di lavoro dalla terra al mare per realizzare, inconsciamente, quell’antico desiderio di navigare, un’ambizione che, in quel tratto di mare, era predominio della sola Venezia, mentre ad ovest lo fu di Napoli, Pisa, Genova. Con una pratica tutta surreale, trasposta da un frammento felliniano che potremmo parafrasare nella “città dei trabocchi” – un ossimoro più che un titolo, una strategia o una visione, più che un progetto – abbiamo immaginato una possibile risposta alla metropolizzazione del paesaggio costiero (delirius Rimini?), attraverso la sovrapposizione dei due modelli per consentire alle nuove attività del litorale, ballare, mangiare, divertirsi, di conquistare il mare e, per questa via, consentire una autentica contemplazione della costa. All’opposto, dall’interno, dalle pinete e dalle strade affollate di condomini e alberghi, questa sorta di colonnato territoriale che si identifica “nei rami” di ferro dei nuovi trabocchi, permette di rilevare la presenza nascosta della linea di confine tra terra e acqua, e quindi percepire, nella confusione di una urbanità maldestra, la direzione del mare. Come nei trabocchi, ingigantiti per accogliere la folla rutilante delle città costiere, l’abitare in questa sorta di alberi scultura non è definitiva, ma temporanea, non è permanente ma occasionale, stupefacente di notte per il brulicare di luci provenienti dalla costa, vietata nei giorni di tempesta, inutile nelle mattine dense di foschia e di nebbie, a meno che non si voglia, per una volta, lasciarsi trasportare dal fascino di navigare solitari tra le nuvole e le nebbie di un Adriatico silente.</p>
<p> Marco Casamonti</p>

<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/costa-adriatica/archea_dromos_04/' title='Costa adriatica, trabucchi - Archea'><img width="700" height="700" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/ARCHEA_Dromos_04-700x700.jpg" class="attachment-large" alt="Costa adriatica, trabucchi - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/costa-adriatica/archea_dromos_02/' title='Costa adriatica, trabucchi - Archea'><img width="700" height="285" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/ARCHEA_Dromos_02-700x285.jpg" class="attachment-large" alt="Costa adriatica, trabucchi - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/costa-adriatica/archea_dromos_01/' title='Costa adriatica, trabucchi - Archea'><img width="700" height="464" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/ARCHEA_Dromos_01-700x464.jpg" class="attachment-large" alt="Costa adriatica, trabucchi - Archea" /></a>

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		<title>Ampliamento Casa di Cura “Le Terrazze”</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 10:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara.benzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Architecture]]></category>
		<category><![CDATA[Edifici privati]]></category>
		<category><![CDATA[home]]></category>

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		<description><![CDATA[In risposta all’esigenza di rinnovamento e ampliamento della clinica di cura “Le Terrazze”, sita nel comune di Cunardo, Archea, in collaborazione con l’architetto Lorenzo Cortellari, progetta il rivestimento esterno della nuova ala del complesso oltre al corpo di fabbrica che ne amplierà la superficie. Alla base dell’intervento di finitura del nuovo edificio vi è un’attenta [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In risposta all’esigenza di rinnovamento e ampliamento della clinica di cura “Le Terrazze”, sita nel comune di Cunardo, Archea, in collaborazione con l’architetto Lorenzo Cortellari, progetta il rivestimento esterno della nuova ala del complesso oltre al corpo di fabbrica che ne amplierà la superficie.<br />
Alla base dell’intervento di finitura del nuovo edificio vi è un’attenta analisi del contesto naturale e antropizzato che lo ospita, caratterizzato dai materiali naturali tipici dell’architettura montana locale. Il tradizionale utilizzo di pietra e legno tenta tuttavia di sposarsi con le tecnologie e i nuovi materiali offerti dal mondo dell’edilizia contemporanea.<br />
Per la nuova cortina di rivestimento si opta quindi per un materiale composito (Listotech) in adaxite pigmentata gettata in moduli lineari precompressi accompagnati da un’anima in trecce di acciaio armonico. Le elevate prestazioni di resistenza meccanica e durevolezza del materiale si accompagnano alle sue caratteristiche di superficie capaci di respingere gli agenti infiltranti oltre che di approssimarsi in maniera eccellente alle sembianze del legno e di necessitare di una manutenzione minima.Tali pannelli verticali, larghi circa 10 centimetri, rivestono interamente le pareti esterne del nuovo edificio, addossato al corpo preesistente, lasciando spazio solo alle aperture vetrate. I pannelli, montati in fasce sovrapposte, non sono complanari ma, in alcuni tratti, sono ruotati in maniera differenziata rispetto alla superificie di facciata al fine di movimentare i fronti in un gioco di luci e ombre evocativo di pareti in balle di fieno e di baite in legno di alta montagna, delle quali la rivistazione in chiave moderna dell’architetto Carlo Mollino nella “Casa sull’Altopiano”, costruita nella limitrofa zona di Agra, ne rappresenta un mirabile esempio.<br />
A quest’ultimo attinge ispirazione il progetto per il nuovo ampliamento, che prevede la costruzione di un edificio multipiano su quattro livelli, due piani di parcheggi interrati e due piani a destinazione uffici a servizio della clinica, a questa collegata da una serie di percorsi. L’area è posta su un terreno degradante a terrazzamenti con a monte la clinica e a valle la strada provinciale. L’edificio, situato a metà di questo sistema, si pone il presupposto di inserirsi con armonia nel territorio seguendone l’andamento orografico.<br />
L’osservazione delle baite di montagna delle zone limitrofe e l’andamento a gradoni del suolo contribuiscono alla definizione degli elementi che compongono l’edificio, tra loro sovrapposti: un basamento in conci lapidei a pezzatura variabile ospitante i parcheggi, un corpo a sbalzo per gli uffici e un tetto a falde inclinate, entrambi rivestiti in listelli orizzontali di Listotech richiamanti il legno, a sottolineare l’armonica continuità e coerenza con i materiali e lo skyline della valle.</p>

<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/ampliamento-casa-di-cura-le-terrazze/cunardo10/' title='Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea'><img width="700" height="819" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/Cunardo10-700x819.jpg" class="attachment-large" alt="Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/ampliamento-casa-di-cura-le-terrazze/cunardo11/' title='Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea'><img width="700" height="842" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/Cunardo11-700x842.jpg" class="attachment-large" alt="Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/ampliamento-casa-di-cura-le-terrazze/cunardo3/' title='Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea'><img width="700" height="855" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/Cunardo3-700x855.jpg" class="attachment-large" alt="Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/ampliamento-casa-di-cura-le-terrazze/cunardo71/' title='Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea'><img width="700" height="934" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/Cunardo71-700x934.jpg" class="attachment-large" alt="Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/ampliamento-casa-di-cura-le-terrazze/cunardo4/' title='Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea'><img width="700" height="524" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/Cunardo4-700x524.jpg" class="attachment-large" alt="Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/ampliamento-casa-di-cura-le-terrazze/cunardo6/' title='Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea'><img width="700" height="934" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/Cunardo6-700x934.jpg" class="attachment-large" alt="Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/ampliamento-casa-di-cura-le-terrazze/render-cunardo1/' title='Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea - Render nuovo corpo di fabbrica'><img width="700" height="459" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/Render-Cunardo1-700x459.jpg" class="attachment-large" alt="Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/ampliamento-casa-di-cura-le-terrazze/render-cunardo2/' title='Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea - Render dei nuovi uffici'><img width="700" height="641" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/02/Render-Cunardo2-700x641.jpg" class="attachment-large" alt="Ampliamento Casa di Cura &quot;Le Terrazze&quot; - Archea" /></a>

<p>&nbsp;</p>
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		<title>Grafica per la Cantina Antinori</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 16:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara.benzi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Se il concetto di “opera d’arte totale” di matrice tedesca risulta forse troppo pretenzioso per raccontare il risultato raggiunto dallo studio Archea nella nuova cantina dei Marchesi Antinori, è tuttavia interessante cercare di dare un quadro della complessità e completezza progettuale dell’opera. Archea ha affrontato il progetto a tutte le scale, dall’analisi del territorio, alla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se il concetto di “opera d’arte totale” di matrice tedesca risulta forse troppo pretenzioso per raccontare il risultato raggiunto dallo studio Archea nella nuova cantina dei Marchesi Antinori, è tuttavia interessante cercare di dare un quadro della complessità e completezza progettuale dell’opera. Archea ha affrontato il progetto a tutte le scale, dall’analisi del territorio, alla composizione architettonica, alla definizione dell’immagine grafica in tutte le sue accezioni.<br />
Il progetto grafico legato agli spazi della cantina dialoga in maniera armoniosa con gli ambienti, i colori e i materiali dell’architettura, contribuendo a mediare la non facile convivenza tra spazi privati e pubblici, luoghi di lavoro e di visita. Lo studio Archea si è così occupato della comunicazione del progetto attraverso la realizzazione del volume monografico ad esso dedicato, di cui ne ha curato la grafica, oltre che di reportage fotografici e video; ne ha inoltre definito la nuova corporate identity occupandosi al contempo del wayfinding dell’intero complesso.</p>

<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/grafica-per-la-cantina-antinori/b/' title='Grafica per la Cantina Antinori - Archea - Packaging'><img width="700" height="552" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/01/b-700x552.jpg" class="attachment-large" alt="Grafica per la Cantina Antinori - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/grafica-per-la-cantina-antinori/e/' title='Grafica per la Cantina Antinori - Archea - Wayfinding'><img width="700" height="700" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/01/e-700x700.jpg" class="attachment-large" alt="Grafica per la Cantina Antinori - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/grafica-per-la-cantina-antinori/c/' title='Grafica per la Cantina Antinori - Archea - Grafica editoriale'><img width="700" height="552" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/01/c-700x552.jpg" class="attachment-large" alt="Grafica per la Cantina Antinori - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/grafica-per-la-cantina-antinori/d/' title='Grafica per la Cantina Antinori - Archea - Grafica editoriale'><img width="700" height="552" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/01/d-700x552.jpg" class="attachment-large" alt="Grafica per la Cantina Antinori - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/grafica-per-la-cantina-antinori/f/' title='Grafica per la Cantina Antinori - Archea - Wyfinding'><img width="700" height="552" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/01/f-700x552.jpg" class="attachment-large" alt="Grafica per la Cantina Antinori - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/grafica-per-la-cantina-antinori/g/' title='Grafica per la Cantina Antinori - Archea - Wyfinding'><img width="700" height="552" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/01/g-700x552.jpg" class="attachment-large" alt="Grafica per la Cantina Antinori - Archea" /></a>
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<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/grafica-per-la-cantina-antinori/m/' title='Grafica per la Cantina Antinori - Archea'><img width="700" height="552" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/01/m-700x552.jpg" class="attachment-large" alt="Grafica per la Cantina Antinori - Archea" /></a>
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		<title>Marco Casamonti ad Arq.Futuro</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 09:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara.benzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conference]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Belo Horizonte, Brasile, 7 novembre 2012 La quarta edizione del Forum internazionale di Architettura Arq.Futuro, ospitata nella cittadina brasiliana di Belo Horizonte i giorni 6 e 7 novembre 2012, ha visto la partecipazione dell’architetto Marco Casamonti. L’evento, nato nel 2011 e ripetutosi da allora a cadenza semestrale in città come San Paolo e Rio de [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Belo Horizonte, Brasile, 7 novembre 2012</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La quarta edizione del Forum internazionale di Architettura <em>Arq.Futuro</em>, ospitata nella cittadina brasiliana di Belo Horizonte i giorni 6 e 7 novembre 2012, ha visto la partecipazione dell’architetto Marco Casamonti.<br />
L’evento, nato nel 2011 e ripetutosi da allora a cadenza semestrale in città come San Paolo e Rio de Janeiro, ha ospitato anche in questa edizione grandi nomi dello scenario brasiliano e internazionale che si sono confrontati sugli orizzonti urbani e architettonici contemporanei e sulla conservazione del patrimonio edilizio storico, visti in chiave di tutela dell’ambiente inteso in tutte le sue accezioni.<br />
Due linee guida, le nuove visioni del paesaggio e le aree geografiche, hanno accompagnato il dibattito incentrato sulla condivisione di esperienze e sull’offerta di idee e nuove riflessioni; un’occasione per presentare l’impegno nello sviluppo dell’architettura sostenibile dell’architetto Casamonti e dello studio Archea attraverso la rilettura di complessi industriali come la fabbrica di caramelle della Perfetti Van Melle e la nuova Cantina Antinori, che dimostrano come sia possibile conciliare l’architettura nata per la produzione con il rispetto dell’ambiente e del paesaggio naturale che lo accoglie.</p>
<p><strong><a href="http://www.arquitetonico.ufsc.br/arq-futuro-belo-horizonte-2012">Vai al programma</a></strong></p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=YiaEMwWRM1s">Vai al video</a></strong></p>

<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/marco-casamonti-ad-arq-futuro/dsc_0144-2/' title='Belo Horizonte - Casamonti-Archea - Brasile 2012'><img width="700" height="525" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/01/DSC_01441-700x525.jpg" class="attachment-large" alt="Belo Horizonte - Casamonti-Archea - Brasile 2012" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/marco-casamonti-ad-arq-futuro/dsc_0149-2/' title='Belo Horizonte - Casamonti-Archea - Brasile 2012'><img width="700" height="468" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/01/DSC_01491-700x468.jpg" class="attachment-large" alt="Belo Horizonte - Casamonti-Archea - Brasile 2012" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/marco-casamonti-ad-arq-futuro/dsc_0132-2/' title='Belo Horizonte - Casamonti-Archea - Brasile 2012'><img width="700" height="468" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/01/DSC_01321-700x468.jpg" class="attachment-large" alt="Belo Horizonte - Casamonti-Archea - Brasile 2012" /></a>

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		<title>Area 125 / Cino Zucchi</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2013 10:48:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara.benzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Cino Zucchi: dal MIT al Politecnico e ritorno Proporre una lettura critica di un architetto e di un lavoro che ti è tanto vicino sia sul piano personale che professionale può comportare il rischio di una visione non obiettiva, sfocata dall’impossibilità di una messa a fuoco che viceversa, solitamente, richiede una certa distanza. Tuttavia la [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Cino Zucchi: dal MIT al Politecnico e ritorno</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Proporre una lettura critica di un architetto e di un lavoro che ti è tanto vicino sia sul piano personale che professionale può comportare il rischio di una visione non obiettiva, sfocata dall’impossibilità di una messa a fuoco che viceversa, solitamente, richiede una certa distanza. Tuttavia la conoscenza diretta delle opere, dello studio, degli apparati e dei percorsi biografici e bibliografici, non può che risultare positiva per una ricerca dove più che le parole contano i fatti, rispetto alle congetture, gli edifici, oltre i disegni, le pietre e la materia costruita. In effetti la produzione di Cino Zucchi ha raggiunto un livello di maturità e completezza riscontrabile nella diversità dei temi e delle occasioni che muovono dalla residenza singola agli edifici collettivi, dalla piazza al palazzo per uffici, dalla chiesa al museo, mostrando una capacità di lettura di temi e contesti che hanno consolidato la sua azione ed il suo pensiero proponendolo sia a livello italiano che internazionale come una delle figure più complete e convincenti del panorama architettonico europeo. A mio giudizio, l’aspetto più interessante del suo lavoro, ancora non bene messo in luce dalla critica, è la sua ricercata “ortodossia dell’eterodossia” nel senso di una proposta coerente ma libera da schematismi linguistici, riconoscibile ma priva di ossessioni calligrafiche che pure hanno un peso ed un valore all’interno del suo lavoro. Con un atteggiamento non frequente per la cultura architettonica italiana, forse frutto delle giovanili frequentazioni americane, il lavoro di Cino si muove senza dogmi, libero, eclettico nel senso più contemporaneo di una comprovata duttilità che muove da Gabetti e Isola a Steven Holl. Naturalmente ciò mette in difficoltà coloro che ne volevano fare il paladino di una rinnovata tendenza, che vedevano nella sua Casa di Venezia alla Giudecca un’esperienza intimista legata alla lettura di fatti urbani, limitata all’interno del ristretto cerchio del centro storico, come se la città non fosse una moltitudine di eventi stratificati nel tempo e nello spazio tali da richiedere una medesima attenzione e dignità per ogni sua parte, antica o recente. Dignità che la sua esperienza nella progettazione di parti di città e masterplan urbani sembra ricercare come misura di una città consapevole e abitabile, nuova ma allo stesso tempo conosciuta, dove il portico e il balcone non esprimono né il senso di una inutile nostalgia, né elementi di una tradizione da cancellare ad ogni costo perché, sembra sostenere Zucchi con i suoi disegni, ancora piace affacciarsi alla finestra e camminare per negozi senza prendere la pioggia.<br />
Si tratta di un “realismo contemporaneo” che non è semplicemente situazionista o attratto dal “caso per caso“, quanto di un atteggiamento nei confronti del progetto assolutamente sperimentale nel senso del compiersi di un’esperienza che è il frutto di un necessario dialogo tra pensiero e azione, realtà e immaginazione o, rogersianamente (con ciò so di fare un piacere a Cino e ai suoi più cari riferimenti) memoria e invenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Marco Casamonti</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/01/Area-125_cover-and-index.pdf"><strong>Download cover and index</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/01/Introduction-Casamonti-Area125.pdf"><strong>Download introduction of Marco Casamonti</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2013/01/Interview-Casamonti-Zucchi-Tamburelli.pdf">Download &#8220;Sentimental education, a dialogue among Marco Casamonti, Pier Paolo Tamburelli and Cino Zucchi. Milan 2012&#8243;</a></strong></p>
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		<title>Around 50</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Dec 2012 11:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sara.benzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Conference]]></category>
		<category><![CDATA[Corporate]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel giugno 2006, il cinquantesimo anniversario della rivista “Materia” viene celebrato da Archea attraverso l’organizzazione, in collaborazione con Graniti Fiandre e Motta Architettura, di un importante evento ospitato presso la Triennale di Milano. Archea ne cura l’allestimento, i video in proiezione, la grafica e l’organizzazione degli incontri con gli architetti Dominique Perrault, Luis M. Mansilla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel giugno 2006, il cinquantesimo anniversario della rivista “Materia” viene celebrato da Archea attraverso l’organizzazione, in collaborazione con Graniti Fiandre e Motta Architettura, di un importante evento ospitato presso la Triennale di Milano. Archea ne cura l’allestimento, i video in proiezione, la grafica e l’organizzazione degli incontri con gli architetti Dominique Perrault, Luis M. Mansilla ed Emilio Tuñón.</p>

<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/around-50/around50_01_materia/' title='Around 50 - Archea - Materia 50'><img width="700" height="466" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2012/12/Around50_01_materia-700x466.jpg" class="attachment-large" alt="Around 50 - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/around-50/around-50_1/' title='Around 50 - Archea - Locandina'><img width="700" height="995" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2012/12/Around-50_1-700x995.jpg" class="attachment-large" alt="Around 50 - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/around-50/around-50_video-intro/' title='Around 50 - Archea - Video di apertura'><img width="700" height="282" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2012/12/Around-50_video-intro-700x282.jpg" class="attachment-large" alt="Around 50 - Archea" /></a>
<a rel="prettyPhoto[slides]" href='http://www.archea.it/around-50/around50_video-mostra/' title='Around 50 - Archea - Video in mostra'><img width="700" height="282" src="http://www.archea.it/wp-content/uploads/2012/12/Around50_video-mostra-700x282.jpg" class="attachment-large" alt="Around 50 - Archea" /></a>

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