Ogni architettura ha il potere di condensare dentro di sé tanti desideri differenti che rendono lo spazio costruito un organismo che vive e cambia con noi lungo il tempo, influenzando le nostre esistenze e visioni del mondo, oltre che la vita delle comunità che lo vedranno, attraverseranno e abiteranno con modalità ogni volta differenti.
Le parole dei committenti giocano, per un sistema di riflessi e consonanze, con il mondo di Archea – uno degli studi italiani con più sedi e diramazioni nel mondo –, con la sua metodologia di lavoro, con i suoi protagonisti, con le ossessioni e la relazione con una precisa idea di fare italiano che sono diventati elementi identitari indicativi della maturità dello studio fiorentino fondato da Laura Andreini, Marco Casamonti e Giovanni Polazzi a cui si è aggiunta Silvia Fabi nel 2001, quando è nato Archea Associati.
I dialoghi hanno rivelato frammenti della personalità dei clienti e della storia economica e urbana degli edifici realizzati ma hanno anche affrontato alcuni dei temi più urgenti che la cultura architettonica contemporanea sta attraversando: la conversione ambientale ed energetica delle opere, la rigenerazione come necessità urgente, la riflessione sul significato di costruire oggi nuovi landmark metropolitani e nuovi paesaggi.
Il volume Tribute. L’architettura come forma di dialogo è alla sua seconda edizione con l’aggiunta di due nuovi progetti che arricchiscono il panorama dei committenti in dialogo con lo studio.
La monografia è edita in occasione della mostra visitabile all’Aedes Gallery a Berlino (Christinenstr. 18–19 10119 Berlino) dal 16 maggio al 24 giugno 2026.